Recensione Film “L’Inganno ” o “The Beguiled”

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L’Inganno, è un film di Sofia Coppola, che narra di un collego femminile nel profondo Sud degli Stati Uniti, nel 1864, in piena guerra di secessione. Il collegio è tenuto da Miss Martha, con l’aiuto dell’insegnate Miss Edwina che insegna alle ultime 5 alunne rimaste al collegio. La vita di tutte le donne cambia quando una di queste alunne incontra nel bosco il caporale John McBurney. Quest’ultimo viene curato ed accudito all’interno del collegio; ma la sua permanenza porterà scompiglio e rivalità tra le donne, portando tutto questo alle estreme conseguenze.

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La fantastica Sofia Coppola non smentisce mai le sue grandi capacità e qualità di regista; è una donna che ama raccontare il mondo femminile con tutte le sue sfaccettature, positive e negative. L’Inganno è un film magico e drammatico, che narra la vita in un collegio abitato da sole donne, con la figura dominante ed autoritaria della direttrice, Miss Martha, interpretata da una grandissima Nicole Kidman. Con la sua grazia e paurosa freddezza riesce a gestire tutto quanto, proteggendo le sue alunne con forte caparbietà e coraggio, tenendole in una bolla segreta fatta di amore e dolcezza. Ma quando arriverà il caporale John McBurney, tutto sembra prendere una piega differente. Il caporale viene interpretato da un bellissimo Colin Farrell che riesce in maniera magistrale ad interpretare un ruolo difficile, sommerso dalle attenzioni di tre donne e dalle restanti bambine.

 

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Tutte queste bellissime ed inquietanti donne riescono a riportare alla vita un uomo, che senza il loro aiuto sarebbe sicuramente morto, ma allo stesso tempo distruggono la sua vita e la sua sanità mentale a poco a poco, in un lento ed inesorabile finale, che è la morte. Il fascino tenebroso, maturo e sensuale di Colin Farrell è stato fondamentale per far rendere ancora meglio l’idea del suo personaggio, che con innata capacità fa girare la testa a tutte le collegiali, direttrice e insegnante comprese. Il caporale era entrato come nemico nella casa delle donne, essendo un Nordista, ma alla fine con i suoi modi gentili e con la sua empatia è riuscito a conquistare la fiducia di tutte le abitanti del collegio. Fin dall’inizio, si avverte una profonda attrazione sessuale per questo caporale, soprattutto quando dopo essere stato curato, viene lavato dalla direttrice, visibilmente in difficoltà e profondamente eccitata.

Da quando John è entrato in questa casa piena di amazzoni forti ma allo stesso tempo vulnerabili al fascino maschile, è scattato qualcosa, una specie di gara femminile fatta di piccole attenzioni, vestiti belli, orecchini di perle e spille preziose. L’uomo furbescamente si rende conto di essere al centro delle loro vite e sa di poter sfruttare questa cosa a suo favore. Inizia una corte spietata fatta di sguardi, mani che si incontrano e baci fugaci.

 

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La figura femminile che forse fa più riflettere e sbigottire è quella di Alicia (Elle Fanning) che desiderosa di andarsene via dal collegio, per liberarsi così dalla tediosa e ripetitiva vita, vede il capitano come una possibilità e cerca di ammaliarlo con i suoi occhi e la sua chioma bionda. Il capitano è attratto dalla ragazza, ma lo è anche della maestrina Edwina, che più di tutte soffre la vita nel collegio. Anche lei vede in lui un modo per andarsene per sempre via da quel posto e ricominciare così una nuova vita. La situazione prende una piega differente quando una notte, dopo una cena cordiale fatta di luci soffuse, sorrisi cordiali, candele, abiti appariscenti e buon cibo, il caporale fa una scelta sbagliata. Questa è la fine dell’idillio, dove l’uomo viene visto come un nemico da distruggere, piano piano, con falsità e paura.

 

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Le donne ferite ed umiliate si uniscono, forti combattono il male e le loro debolezze, comprendendo che la cosa più importante è tornare alla loro vecchia vita, immobile, ripetitiva e sicura. La tensione sessuale che si avverte in tutto il film, fatto di poche parole, luci tiepide, letture della Bibbia e sguardi intensi aiutati da un sottofondo musicale perfetto, da un tocco di magia e rende questo film un piccolo capolavoro di grazie e femminilità.

 

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La storia in sé fa solo uscire il peggio dell’essere umano, che cerca di fare qualsiasi cosa per migliorare la propria esistenza, usando e distruggendo in modo inesorabile la vita degli altri. Sofia Coppola però è una regista eccezionale, che lavora con un cast da Oscar e tutto questo fa dimenticare il fatto che questo film è un remake di: La notte brava del soldato Jonathan (1971), riuscendo così a rielaborare un film tutto suo. La regista di Marie Antoniette e Il giardino delle vergini suicide (1999) ,tutti e due i film con protagonista Kristin Dust, ricorda cosa vuol dire essere una donna fuori dal comune che racconta il mondo femminile sempre in modo differente nei vari periodi storici, senza il timore di osare. L’Inganno è un film che è ambientato in pochi luoghi e con pochi effetti scenici, un po’ come ha fatto Tarantino nel suo ultimo film ( The Hateful Eight). Sono registi che puntano tutto sull’atmosfera e sulla bravura degli attori, riuscendo così a  creare piccole opere d’arte senza annoiare e strafare . Questo film è ricco di suspense e sembra di essere catapultati in una realtà dove si avverte il pericolo della guerra in modo costante ma che non si vede mai; l’unica guerra esistente è quella tra le donne gelose, piene di desideri, speranze lontane e irrealizzabili ; poi fredde omicide, vendicative nei confronti dell’uomo che le aveva fatte sognare e godere, ma che era stato incosciente , sottovalutando la caparbietà e pazzia femminile.

In conclusione un grande film con finale stupefacente, fatto di colori e silenzi.

 

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Alice Campagna

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